GPU Pass Clandestino

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GPU PASS CLANDESTINO
installazione dimensioni variabili (t-shirt, scatole, testo illegibile)
serie fotografica 60×40 su dibond , 2010

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“In this case reality is the human condition of the migrant, translated in dress-code. The migrant travels because he is still alive, wants to feel alive, be useful. He abandons loved places which stop him living and carries risk together with dreams. The migrant dreams. He wears the hope of attaining bread with the journey and he stitches it to him, he stitches it to his skin with the wounds which cost. He wears his passport which speaks Italian, speaks of football, a true International Esperanto. Global Pin-Up (like any respected Brand) puts these dreams into production.” Bread sewn to the number of Totti’s football shirt – but it could be any famous Italian football star’s shirt – it becomes the visualization of the reasons and the hopes of the migrant. With the player’s shirt the immigrant tries to be recognized, accepted. He loves Italian football, knows that Totti is Italy’s champion and in showing that he knows it and recognizes it, he hopes to be in turn recognized. He doesn’t know that dress-code has no value and will probably understand too late that his love for Italian football, and for that number 10, probably won’t save him.
(from the Catalogue Caos#2 by Raffaele Gavarro)

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“In questo caso la realtà è la condizione umana del migrante, tradotta in dress-code. Il migrante viaggia perchè è ancora vivo, vuole sentirsi vivo, essere utile. Abbandona posti amati che gli impediscono di vivere e indossa il rischio insieme ai sogni. Il migrante sogna. Ha addosso la speranza di conquistarsi il pane col viaggio e se lo cuce addosso, se lo cuce sulla pelle con le ferite che costa. Indossa il suo passaporto che parla italiano, parla del calcio, vero Esperanto internazionale. Global Pin-Up (come ogni Brand che si rispetti) mette in produzione questi sogni.” Il pane cucito sulla maglia di Totti – ma potrebbe essere quella di qualunque altro calciatore famoso – diventa la visualizzazione delle ragioni e le speranze del migrante. Con quella t-shirt del grande calciatore, l’immigrato cerca di farsi riconoscere, accettare. Lui ama il calcio italiano, sa che Totti è un nostro campione, e nel mostrare che lo conosce e lo riconosce, spera a sua volta di essere riconosciuto. Non sa che quell dress-code ha valore zero e probabilmente capirà troppo tardi che l’amore per il nostro calcio, e per quel numero 10, probabilmente non lo salverà.
(estratto dal Catalogo Caos#2 di Raffaele Gavarro)