ID: INS-

ECC Paper

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ECC PAPER
installazione dimensioni variabili, videoanimazione, 2010

” La carta dell’Ente Comunale di Consumo che serviva ad incartare, avvolgere, contenere piccole dosi di beni di prima necessità; quella carta l’ho immaginata incartata, rivestita, esposta come prodotto di per sé, memoria vintage, oggetto da collezione, mezzo quotidiano che viene musealizzato, ready made commerciale.
Ho immaginato il Brand ECC proporre non più beni di consumo a prezzi calmierati ma un bene di lusso per intenditori. Ciò che dovrebbe incartare diventa il prodotto, mostrato e venduto come oggetto vintage, gioco estetico di cui osservare le sfumature di colore, le ombre, le macchie.
Il Brand mostra inoltre nella videoanimazione il suo palpitare, il suo carattere emotivo ed empatico col consumatore (o dovremmo qui dire, fruitore).” Ivana Spinelli

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Ente Comunale di Consumo
a cura di Claudio Libero Pisano
CIAC Centro Internazionale di Arte Contemporanea di Genazzano (RM)
10.12.2010-06.03.2011

artisti:
Francesco Arena, Arianna Carossa, David Casini, Luca Coser, Raffaella Crispino, Giovanni De Angelis, Rä di Martino, Rocco Dubbini, Marco Fedele di Catrano, Silvia Giambrone, Nicola Gobbetto, Diego Iaia, Domenico Mangano, Sandro Mele, Eugenio Percossi, Alessandro Piangiamore, Moira Ricci, Vincenzo Rulli, Barbara Salvucci, Matteo Sanna, Alice Schivardi, Ivana Spinelli.

Il CIAC, Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea – Castello Colonna, presenta una collettiva con 22 artisti impegnati a realizzare le opere sul progetto Ente Comunale di Consumo. Questa mostra è nata dal ritrovamento fortuito di un quantitativo di fogli oleati di carta con il logo dell’ECC utilizzata per l’incarto del burro.

Settembre 1946: un decreto legge dà vita agli Enti Comunali di Consumo, destinati al rifornimento alimentare delle famiglie indigenti. È un’Italia povera, devastata dal secondo conflitto mondiale, finito solo un anno prima; ma è anche un’Italia che promuove alcune importanti politiche assistenziali. Gli ECC acquistano e vendono a prezzi calmierati beni di prima necessità. Manca una manciata d’anni all’inizio del boom economico, ma l’ECC resiste anche all’arrivo del benessere. Pane, pasta e burro restano i prodotti che le famiglie meno abbienti continuano a comprare all’ECC. Dalla metà degli anni Settanta, si registra l’inizio del declino degli Enti Comunali di Consumo, che diminuiscono col ridimensionarsi delle politiche assistenziali dello Stato, lentamente escono dalle abitudini e poi dalla memoria degli Italiani. Oggi sembrano essersi dissolti i ricordi di questa istituzione dell’immediato dopoguerra; rimane solo il luogo evocativo di una vecchia storia che non ha lasciato tracce. E’ un percorso sulla memoria di un paese, su come, non troppi anni fa, si viveva e si percepiva l’idea della ricchezza e della povertà. Gli artisti hanno lavorato nella massima libertà creativa, scegliendo se e come utilizzare la carta secondo la loro esclusiva poetica e il loro linguaggio. Che si sia trattato di un video, un disegno, un’elaborazione tridimensionale, ogni artista
ha espresso la sua personale visione di questo racconto, e ci ha restituito una memoria o una ipotesi di futuro variegata. Da questa molteplicità di lenti, il nostro passato diviene un caleidoscopio con il quale provare a immaginare un’altra idea del mondo.